mercoledì 29 giugno 2011

2-3 LUGLIO 2011 - SECONDO WEEK-END DEL FJESTIVAL DELLE DIVERSITA'

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COMUNICATO STAMPA

Sabato 2 e domenica 3 Luglio 2011:
SECONDO WEEK-END DEL FJESTIVAL DELLE DIVERSITA' 2011
Al Parco Trotter di via Padova 69, Milano
Per un Quartiere, una Città, un Mondo solidali!

La settimana scorsa a Quartoggiaro, questa settimana nei pressi di viale Padova al Parco Trotter, continua così la decima edizione del Festival delle diversità che quest'anno ha raddoppiato trasferendosi da un capo all'altro della città

Il Festival è un evento annuale, originale e creativo dedicato al no-profit, a partecipazione libera e gratuita, aperto a tutte quelle persone e a quelle realtà che, riconoscendosi nei principi del Manifjesto delle diversità, desiderano partecipare attivamente alla realizzazione dell'idea che la diversità sia una ricchezza da condividere.
Dopo numerose edizioni, svoltesi in zone centrali della città (piazza Gramsci, piazza Gerusalemme, parco Sempione), dallo scorso anno il Fjestival ha deciso di orientare la sua azione verso la ricostruzione del tessuto sociale delle periferie.

Quest'anno è stato proposto un Fjestival "itinerante" con un doppio appuntamento a Milano.
Dopo il successo di partecipazione al Parco di Villa Scheibler il 25 e 26 giugno comincia Sabato 2 luglio la seconda e ultima parte del Fjestival.


Al Fjestival sarà possibile conoscere da vicino stili di vita diversi, entrare in contatto o approfondire la conoscenza con tematiche di rilevanza sociale come la diversità, la nonviolenza, il dialogo inter-religioso, il consumo consapevole, attraverso tavole rotonde, stand di sensibilizzazione, dibattiti e testimonianze volte a stimolare un ruolo attivo del cittadino nell'associazionismo locale e internazionale.

Iniziative di particolare rilievo Sabato 2 luglio:

Nello Spazio Conferenze alle ore 17.00:  Immigrazione-singolare, femminile - Incontro-dibattito
Intervengono: Edda Pando di Arci Todo Cambia; Elisa Raffo di Convergenza delle Culture Milano; Patrizia Quartieri, Consigliera comunale a Milano
La singolarità dell'immigrazione al femminile. Le donne che emigrano, doppiamente discriminate, mostrano il loro volto rivoluzionario nella rivendicazione dei propri diritti e in quanto protagoniste nella costruzione di una nuova civiltà.

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Ines Patrizia Quartieri, candidata indipendente al Comune di Milano nella lista di "Sinistra Ecologia Libertà". Dal 2006 consigliera comunale a Milano, presidente della Commissione Pari Opportunità, difendo da sempre la scuola pubblica  come bene comune, fondata sui valori della Costituzione.
Edda Pando è una migrante peruviana che vive da anni a Milano dove collabora come volontaria al progetto dell'Arci "Todo cambia".
Elisa Raffo di Convergenza delle Culture organizzazione internazionale a base volontaria che si propone di facilitare e stimolare il dialogo tra le culture e contrastare ogni forma di discriminazione a partire dalla metodologia nonviolenta.


Nello Spazio Conferenze alle ore 18.00: Come partorire un Mammut (e non rimanere schiacciati sotto) - Presentazione e incontro-dibattito
A cura del Centro territoriale Mammut Scampia
Antologia di pratiche, modi, strumenti, visioni e intuizioni dell'intervento pedagogico a cura di Giovanni Zoppoli. Il Mammut del titolo è un centro di sperimentazione e di ricerca pedagogica che ha sede a Scampia, periferia nord di Napoli. E il parto a cui si riferisce è la nascita e il consolidamento di una "comunità" dai confini nazionali attraverso cui da quasi quattro anni "fa scuola" con bambini, ragazzi, adulti italiani, stranieri e rom.

Il Centro territoriale a Scampia - Mammut è un progetto nazionale di ricerca-azione nato nel 2007 da domande e pratiche di educatori e insegnanti sulla possibilità di costruire una scuola nuova per bambini, adolescenti e adulti. Il recupero di spazi pubblici abbandonati è il tema trasversale a tutti i percorsi del Mammut che si rifanno alla pedagogia attiva di autori come Freinet, Dewey, Rogers, Don Milani; alle pratiche della partecipazione urbana sul modello di Colin Ward, Michelucci, Danilo Dolci; e alla ricerca sociale di Kurt Lewin.

Il programma del Fjestival è una maratona di esibizioni tra cui: concerti, performance teatrali e di teatro danza; proiezione di film e documentari, artisti di strada; installazioni artistiche e multimediali; laboratori; la città dei bambini; incontri e dibattiti riferiti al tema del dialogo fra le culture.

Sul sito www.fjestival.org il programma completo.

Il Fjestival delle Diversità è promosso da: Convergenza delle Culture Milano - Spazio Baluardo - La Comunità per lo sviluppo umano - Centro umanista Sanpapié - AlNaturale - AceA  Onlus - I Cammini Aperti Onlus

Hanno aderito: A.GE.D.O. Associazione di Genitori, Parenti ed Amici di Omosessuali - Albero della vita - Amici del Parco Villa Scheibler - Amnesty International Lombardia - Anneau Manquant - Arcobaleni in Marcia - Associazione AB (Arezzo Ballet) - Asnada, Asinitas onlus Milano - Associazione per i Diritti Umani e Tolleranza Onlus - Banda elastica. Teatro la Madrugada - Brigate di Solidarietà Attiva - Centro territoriale Mammut. Scampia - Collettivo Quarto Posto - Colombia Es Vida Y Arte - Cooperativa COMIN - Emergency zona 3 - Falun Dafa - Ghe Pel Ling, Istituto Studi Buddhismo Tibetano - Imparal'arte - Insieme nelle terre di mezzo - Le contadine - Magister Ludi - Mondo senza Guerre e senza Violenza - Mowgli - Muni Onlus Movimento e Unione Nazionale Interetnica - N.O.A. Nejma Oriental Academy - Naga - Proficua - Rete Immigrati Autorganizzati - Scuola Shiatsu Do Onlus - SENAMI - Solomusica - Todo cambia - Tv Popolare - Villa Pallavicini - UnAltroMondo Onlus - Zeitgeist

Evento patrocinato da:
UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Rete NEAR

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sabato 18 giugno 2011

Milano, Decima Edizione del Fjestival delle diversità

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Comunicato stampa 17/06/11
 
DECIMA EDIZIONE DEL FJESTIVAL DELLE DIVERSITA' 2011
per un quartiere , una città, un mondo solidale

Il Fjestival delle Diversità quest'anno si fa in due

Milano. Parco di Villa Scheibler, 25 e 26 giugno
Parco Trotter, 2 e 3 luglio
cartolina.jpgIl Fjestival delle Diversità quest'anno si fa in due per festeggiare il traguardo della decima edizione: primo appuntamento il 25 e 26 giugno al parco di Villa Scheibler nel quartiere di Quarto Oggiaro/Vialba; secondo appuntamento il 2 e 3 luglio al Parco Trotter nel cuore della multientica via Padova. Il Fjestival delle Diversità nasce per promuovere la libera espressione artistica, culturale e solidale e valorizzare la diversità in ogni campo. Nel corso delle giornate saranno presenti forme artistiche, musicali e culturali diverse, tutte a partecipazione libera e gratuita.
Nel programma: 
MUSICA E SPETTACOLI: Pizzica (Si vide all'animale, Canzonafora e Tamburando) - Freaky Chili Peppers (Official cover Band Red Hot Chili Peppers) - Francesca Touré - The steady mansion - Blacksmiths - Bossa Nova (Salvatore Nané ed Eva Falanga Duet) - Nejma Oriental Academy - Sol sin fronteras - Ritmo y color del Sudamerica - La banda di Pace del Salvador - Zagharid drum lab - Punto Zero - Teatro degli incontri - Fandema - La Banda Elastica. Teatro La Madrugada - Compagnia Tangocho - Cabaret di Bea & Ross (dallo Zelig di Como)
APPROFONDIMENTI: Revolutionary Road. Le Rivoluzioni del Mediterraneo  - L'immigrazione al femminile - Presentazione del rapporto annuale 2011 di Amnesty International
PROIEZIONI E PRESENTAZIONI: La curt de l'America - Zeitgeist - Il Sogno di Caleb - Braccianti del XXI secolo - Risorse, abbondanza, scarsità, profitto e signoraggio - Il Messaggio di Silo - Come partorire un Mammut
ALTRE INIZIATIVE: Cerimonia inter-spirituale e Speeritual-Date - Café la paz - Free Massages e lezioni gratuite di danze orientali, danza indiana e tai chi - Spazio bimbi con laboratori, giochi, karaoke, babydance truccabimbi, clownerie e giocoleria - Punto ristoro, bancarelle di artigianato e prodotti bio, stand delle associazioni
E molto altro: sul sito www.fjestival.org il programma completo.
Il Fjestival delle Diversità è promosso da:
Convergenza delle Culture Milano - Spazio Baluardo - La Comunità per lo sviluppo umano - Centro umanista Sanpapié - AlNaturale - AceA  Onlus - I Cammini Aperti Onlus
Hanno aderito:
A.GE.D.O. Associazione di Genitori, Parenti ed Amici di Omosessuali - Albero della vita - Amici del Parco Villa Scheibler - Amnesty International Lombardia - Anneau Manquant - Arcobaleni in Marcia - Associazione AB (Arezzo Ballet) - Asnada, Asinitas onlus Milano - Associazione per i Diritti Umani e Tolleranza Onlus - Banda elastica. Teatro la Madrugada - Brigate di Solidarietà Attiva - Centro territoriale Mammut. Scampia - Collettivo Quarto Posto - Colombia Es Vida Y Arte - Cooperativa COMIN - Emergency zona 3 - Falun Dafa - Ghe Pel Ling, Istituto Studi Buddhismo Tibetano - Imparal'arte - Insieme nelle terre di mezzo - Le contadine - Magister Ludi - Mondo senza Guerre e senza Violenza - Mowgli - Muni Onlus Movimento e Unione Nazionale Interetnica - N.O.A. Nejma Oriental Academy - Naga - Proficua - Rete Immigrati Autorganizzati - Scuola Shiatsu Do Onlus - SENAMI - Solomusica - Todo cambia - Tv Popolare - Villa Pallavicini - UnAltroMondo Onlus - Zeitgeist

Evento patrocinato da:
UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Rete NEAR
 Programma 10° edizione Fjestival delle diversità
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sabato 21 maggio 2011

Un Handicappato in moto? Pietro Rosernwirth: Viaggiare per un Sogno: oltre le barriere!


 
Comunicato stampa

Invito alla Conferenza Stampa
Milano ultima tappa di: Un Handicappato in moto?

Pietro Rosernwirth: Viaggiare per un Sogno: oltre le barriere!
Lunedì 23 maggio 2011 alle h.14.00
Negozio ChiamaMilano - Largo Corsia dei Servi - Milano

Aperitivo di benvenuto
per un abbraccio collettivo e per conoscere
la strordinaria avventura di Pietro Rosenwirth

Lunedì 23 maggio 2011 dalle 18.30
nella sede di: Convergenza delle Culture
e Mondo senza guerra e senza violenza
via Foppette 2 (zona piazza Napoli)
- Milano


Un "centauro" affetto da gravi handicap fisico-motori ha guidato "in solitaria" uno Scooter-Trike a 3 ruote attraverso 6 nazioni, toccando 5 Capitali, per abbattere ogni barriera fisica e mentale. L'iniziativa vuole tentare di far aprire gli occhi delle pubbliche amministrazioni e dei cosiddetti cittadini 'normali'.

"Fino a quando le persone saranno considerate un 'costo' dalle Pubbliche Amministrazioni e fino a quando l'abbattimento delle barriere - architettoniche e mentali - saranno una seccatura da risolvere, invece di una cosa naturale per offrire pari opportunità di movimento e di espressione a tutti, la parola 'handicappato' sarà il termine sicuramente più appropriato per definire la mia situazione fisica e sociale. Nonostante questo non mi arrendo, e con questa iniziativa voglio tentare di far aprire gli occhi sia alle pubbliche amministrazioni che anche agli altri cittadini cosiddetti 'normali', che spesso non si rendono conto di quanto le nostre città non siano a misura di 'qualunque uomo'. E' questo il vero razzismo: ragionare 'escludendo', come se fosse una cosa naturale vedersi interdire di fatto i propri più elementari diritti". Questa è stata la dichiarazione di Pietro Rosernwirth, 41 anni, affetto da un grave handicap fisico-motorio, impegnato socialmente dal 1987 nella diffusione dei valori della non-violenza e della non-discriminazione, ed appassionato di viaggi, che il 1° maggio 2011 è partito da Trieste  per un viaggio che ha il sapore di una sfida impossibile. Pietro ha affrontato il difficile viaggio a bordo di uno scooter-trike opportunamente modificato, regolarmente omologato presso la Motorizzazione Civile e che può quindi circolare liberamente ovunque sia consentito agli altri veicoli, autostrade comprese. Allo scooter è stato anche aggiunto un kit di ammortizzatori e ruote posteriori supplementari importato dagli Stati Uniti, soluzione che permette una stabilità assoluta con soluzioni di tipo meccanico, a differenza degli altri scooter a più ruote attualmente in commercio basati su sistemi elettronici, meno robusti di quelli adottati sullo scooter di Pietro.

"Questo Viaggio nasce per dimostrare come un handicappato messo nelle migliori condizioni possibili, con la fornitura dei necessari ausili e l'adeguata assistenza socio-sanitaria, possa fare cose che risulterebbero impegnative anche per i cosiddetti 'normo-dotati'. Mi auguro - ha concluso Rosenwirth - che gli Enti pubblici possano attivarsi per inserire nei propri bilanci fondi per aiutare concretamente chi è alla ricerca di una propria autonomia negli spostamenti quotidiani: il movimento è parte essenziale della vita, e l'indifferenza di amministratori pubblici 'normali' condanna spesso quelli come noi ad un esistenza da reclusi. Io voglio portare ovunque mi sia possibile un messaggio tanto semplice quanto significativo: è possibile abbattere le barriere dell'indifferenza e della discriminazione, e quest'avventura ne è la dimostrazione concreta"

"Quando incontro una persona interessante - ha dichiarato Alessandro Mocavero, Presidente dell'Associazione contro il Dolore - mi viene spontaneo provare a classificarla, a descriverla. Quando ho conosciuto Pietro ho coniato per lui l'espressione 'eccezionalmente normale'. Con questa spettacolare e impegnativa sfida, Pietro rivendica a nome di tutti noi il diritto a una vita vissuta con qualità e con piena dignità"

Per altre informazioni su questa iniziativa e per approfondire i dettagli sulle caratteristiche dello scooter a tre ruote, è possibile consultare il sito web handytrike.eu mentre per tenersi informati sulle vicende di Pietro in viaggio, con aggiornamenti giorno per giorno, è possibile aggiungersi al profilo Facebook apps.facebook.com/handytrike. Grazie per la diffusione che potrete dare a questo messaggio!


Per info: http://www.handytrike.eu/
la pagina di facebook: facebook
Video della visita a Praga


Tappe del viaggio "5 Capitali", 1-26 maggio 2011

  • 1° maggio: Trieste - Lubiana - Maribor (224 Km)
  • 2 maggio: Maribor - Budapest (340 Km)
  • 6 maggio: Budapest - Vienna (243 Km)
  • 10 maggio: Vienna - Brno - Praga (335 Km)
  • 14 maggio: Praga - Monaco (388 Km)
  • 18 maggio: Monaco - Zurigo (317 Km)
  • 22 maggio: Zurigo - Milano (282 Km)
  • 26 maggio: Milano - Trieste (420 Km)
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www.pressenza.org

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mercoledì 11 maggio 2011

Peace March in Pakistan - Experience of Irshad Ahmed

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Dear Friends,

Peace March reached safe and sound at destination at 6.30PM at the tomb of Allama Iqbal under the heavy policy security. Around 40 people walked on foot. In two days around 70-to 80 KM was covered.
The person with black coat Sayyed Azhar Hussin Shah (representative of lawyers and Walk Organizer with us): people with red flags and belcha were activists of Khaksar (political party); remaining people without specific uniform were humanists and from IEDF and civil society.

The March started from District Court Gujranwal. Around 500 people gathered together with press to kick off the march. They also offered lunch at 12.30 am. The March started late and reached around 8 PM in Kamoki. Throughout the March, police guard was with us. Intelligence agencies closed watched all movements. But they didn't disturb us because we were peaceful. All people participated in the March completed except one female lawyers couldn't complete it due to family problem.
A loudspeaker was used throughout the route by Khaksar to tell about the March. it was peaceful throughout without any violence, relief for police and security agency but surprising for citizens to walk so long and without violence. Few people on the road offered juice, cold water and food. Otherwise, we beared ourselves. In Kamoki we stayed in the School "The Educator". The owner of Educator was friend of Anees Ahmad Khan Lodhi (Humanist).

Personal Feelings:
As a Humanist, this was my first active non violence experience. I walked all around on foot with this group. I get several foot injuries and sole in my foot and was unable to stand at home. It was really hot around . Temperature started from 38 and rose at 3pm to around 42 degrees. Road was very hot and marchers needed to stop after every five to six KM. Finally we reached in the Tomb of Iqbal where Mr.Azhar from Lawyers group, Mr. Sadiq (head of Khaksar) and Irshad Ahmad addressed people, explaining the purpose of the March and to thank the people for their kind support. I am sending pictures and short move for sharing.
Overall experience was very good, tough and exciting.

We hope for peace throughout the world.

Regards.

Irshad Ahmed

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martedì 26 aprile 2011

lunedì 18 aprile 2011

DALLO STATO DI EMERGENZA ALLO STATO DI POLIZIA

Avv. Alessandra Ballerini

Prof. Fulvio Vassallo Paleologo

Nella mattinata di martedì 12 aprile, nell'aeroporto di Lampedusa, circa 15 migranti tunisini, circondati dai cordoni di Polizia in assetto antisommossa, (ma per fortuna anche da un numero considerevole di telecamere e macchine fotografiche sufficiente a scongiurare azioni di forza), hanno tentato di resistere al respingimento illegale verso la Tunisia (perché collettivo e perché non rispettoso di tutte le procedure previste dal nostro ordinamento: notifica del decreto di trattenimento e respingimento debitamente tradotto, colloquio con l'avvocato di fiducia o d'ufficio, convalida di un giudice). Erano stati tutti portati via con l'inganno, come quelli che sono stati fatti partire pochi giorni prima: "vi trasferiamo a Milano, state tranquilli", una affermazione inquietante che conferma come le procedure obbligatorie da adottare in caso di allontanamento forzato non sono state seguite. 

Spetta ad un'attivista antirazzista l'ingrato compito di tentare di informare i migranti circa la loro vera destinazione e i loro diritti. Viene portata via da alcuni agenti per un fermo identificativo con la denuncia per il reato di istigazione a delinquere! Quando ci chiama per chiedere cosa fare per opporsi a questi illegittimi respingimenti collettivi senza rischiare ulteriori denunce le consigliamo di scrivere su uno striscione i primi due commi dell'art. 13 della Costituzione: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

Chissà se oggi, dopo i voti del parlamento su riforme palesemente incostituzionali, ricordare e difendere la Costituzione può essere considerata da qualche zelante funzionario di polizia istigazione a delinquere! I delinquenti sono quelli, ovunque siedano, che la Costituzione la violano calpestando i diritti fondamentali delle persone, diritti da riconoscere a tutti, anche agli irregolari, in base all'art. 2 del Testo Unico sull'immigrazione.

Ma torniamo ai migranti deportati da Lampedusa con l'inganno.

Secondo il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 aprile 2011 sulla concessione della protezione temporanea, sono esclusi dalla possibilità di ottenere un permesso per motivi umanitari temporanei tutti i migranti "nord africani" che sono sbarcati sulle nostre coste dopo il 5 aprile 2011 (come se dal 6 fosse tornata la calma in Tunisia, Libia ed Egitto, come se in Libia non ci fosse una guerra.. che ha prodotto 200.000 arrivi in Tunisia e 100.000 in Egitto).

Difficilmente queste persone potranno essere detenute nei CIE (ufficiali), ancora al collasso, con i magistrati che rimettono in libertà i migranti perché il nostro paese non ha ancora attuato la Direttiva comunitaria 2008/115/CE sui rimpatri che limita il ricorso alla detenzione amministrativa. Una direttiva che per i giudici italiani è immediatamente applicabile nel nostro ordinamento, almeno nei punti in cui risulta sufficientemente chiara e circostanziata. Dunque occorrerà disperderli nella Penisola o rimpatriarli con procedure sommarie. E magari attivare nuove operazioni di respingimento collettivo a mare, anche a costo di fare vittime o di sparargli addosso. Una eventualità che la Lega di Speroni accetta esplicitamente.

Intanto il 7 aprile il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato un decreto che dichiara " lo stato d'emergenza umanitaria nel territorio del Nord Africa per consentire un efficace contrasto dell'eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari nel territorio nazionale". Un provvedimento impresentabile e privo di motivazioni conformi al dettato costituzionale, con il quale si prevede "l'ineludibile esigenza di assicurare l'urgente attivazione, in coordinamento con il ministero degli Affari esteri, di interventi in deroga all'ordinamento giuridico". Si dà il via in questo modo alla sospensione delle garanzie previste dello Stato di diritto per i migranti approdati sulle nostre coste e quindi si legittima quanto è avvenuto in questi giorni: trattenimenti simili a sequestri di persona, respingimenti e rimpatri collettivi senza notifiche, senza convalide e in violazione del diritto di difesa.

Questi i passaggi più inquietanti del decreto: "Ritenuta l'ineludibile esigenza di assicurare l'urgente attivazione, in coordinamento con il Ministero degli affari esteri, di interventi in deroga all'ordinamento giuridico sicchè si impone la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell'art. 4 comma 2... in considerazione di quanto in premessa.. è dichiarato lo stato di emergenza umanitaria nel territorio del nord Africa per consentire un efficace contrasto dell'eccezionale afflusso di cittadini nel territorio nazionale".

Dunque il Presidente del Consiglio dei ministri, in virtù di non meglio precisati poteri internazionali, dichiara lo stato di emergenza in un numero indefinito di stati del Nord Africa, forse anche l'Egitto, l'Algeria ed il Marocco, (ma anche in Italia), e nascondendosi dietro l'emergenza "umanitaria", svela il reale obiettivo di "efficace contrasto dell'eccezionale afflusso di cittadini nel territorio nazionale". Per "contrastare" l'immigrazione irregolare non si lesineranno "interventi in deroga all'ordinamento giuridico".

Sorgono spontanee delle domande: come può un Presidente del Consiglio dei ministri italiano decretare lo stato di emergenza in altri stati di un latro continente non identificati nè elencati neppure numericamente? Cosa intende per "efficace contrasto"? Ce lo domandiamo perché oggi al Tg 3 l'ex ministro Castelli non ha escluso che si possa ricorrere alle armi per contrastare l'immigrazione clandestina.

In base a quali indici si può affermare che "la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente in ragione dell'attuale clima di grave instabilità politica che interessa gran parte dei paesi del Nord Africa"? Se è così veramente, dal momento che lo stesso presupposto potrebbe consentire il rilascio di altri permessi di soggiorno per motivi umanitari o per protezione sussidiaria, anche in base alle direttive comunitarie, perché si fa di tutto per respingere, espellere, detenere persone che provengono o potrebbero prevenire da zone così instabili? E cosa è cambiato nei suddetti paesi dal 5 (data del primo decreto emergenza) al 7 aprile (data del secondo decreto che dichiara lo stato di emergenza, questa volta non solo sul territorio nazionale, ma addirittura in altri paesi )?

Ma soprattutto quando si ritiene "l'ineludibile esigenza di assicurare l'attivazione di interventi in deroga all'ordinamento giuridico" cosa vogliono realizzare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il suo governo? Sovvertire l'intero ordinamento giudiziario, magari anticipando quello spostamento di poteri dalla magistratura alla polizia che è il fulcro della riforma del processo breve, o legittimare i respingimenti collettivi in acque internazionali, vietati da tutte le convenzioni internazionali? Sembra proprio di essere di fronte ad un provvedimento da stato di polizia, le persone saranno respinte o espulse senza uno straccio di provvedimento, senza diritto a comprendere cosa sta succedendo loro, senza diritto di difesa. Da avvocati ci chiediamo: domani, che senso avrà entrare in un aula di giustizia dove campeggia la scritta "La legge è eguale per tutti"?

La riforma della giustizia e l'abbattimento di tutte le garanzie dello stato di diritto devono lasciare tutte le porte aperte ai potenti, ed al capo del governo soprattutto, per chiudere ogni spiraglio di giustizia agli altri, ai migranti e a chi faticosamente li difende.

Il nostro ordinamento giudiziario, come il diritto internazionale, richiamato dall'art.10 e 11 della Costituzione, vietano i respingimenti collettivi senza identificazione certa, e considerano ancora reato rinchiudere per giorni le persone in centri chiusi, come i centri di accoglienza organizzati nelle tendopoli, vietando loro di comunicare con l'esterno, compresi avvocati e magistrati. Nessuna privazione della libertà personale (neppure sotto forma di rimpatrio) è consentita senza previa convalida giudiziaria. Questo lo afferma la Corte Costituzionale e, nel rispetto della gerarchia delle fonti, nessun provvedimento del capo del governo può sovvertire l'impianto costituzionale delle misure limitative della libertà personale. 

E quindi cos'altro si può fare se non derogare all'ordinamento giuridico?

Si potrebbero rispettare le leggi, le procedure e le convenzioni internazionali. Magari dare attuazione alle Direttive comunitarie. Ma queste ipotesi devono averle escluse immediatamente. Non sarebbero efficaci nel contrasto dell'immigrazione irregolare, meglio nella guerra all'immigrazione "clandestina". Eppure da quando è entrata in vigore la legge Bossi-Fini i casi di allontanamento forzato, in percentuale, sono addirittura diminuiti, proprio quando tutti tuonavano contro l'immigrazione clandestina...Si potrebbe quasi dire meglio così!

Il decreto del 7 aprile si basa su una doppia falsificazione. Ed infatti riporta tra le premesse la considerazione che la crisi nel Magreb avrebbe prodotto l'emigrazione in Tunisia di "un gran numero di cittadini libici" e dopo avre fatto riferimento alla richiesta rivolta dai governi tunisino ed egiziano a quello italiano di "attività di carattere umanitario" dichiara lo stato di emergenza non solo per aiutare i Paesi del Nordafrica e per svolgere effettive e concrete attività di carattere umanitario ma per "consentire un efficace contrasto dell'eccezionale afflusso di cittadini nel territorio nazionale". Insomma un modo elegante (ma neanche troppo) e mistificatore per proclamare il vero credo di questo Governo: fora dai bal! Tutti. Perchè il testo del decreto parla di cittadini, senza neppure specificare di quale nazionalità, età o status.

Infine un dubbio: il decreto del 5 aprile 2011, che all'art. 1 stabiliva gli aventi diritto al permesso per protezione temporanea, esclude tutti i cittadini Nord Africani entrati in Italia dopo la mezzanotte del 5 aprile 2011. E consente il rilascio del permesso solo se si presenta richiesta di permesso entro otto giorni dall'ingresso, quando nessuno ha provveduto ad una identificazione immediata, e dunque non si è attribuita una data certa agli ingressi. Per tutti quelli che sono approdati faticosamente dopo il 5 aprile, o approderanno nei prossimi giorni, il sogno del permesso di soggiorno assomiglia alla "scarpa di cenerentola" che scompare allo scoccare della mezzanotte, dopo la speranza, l'incubo del decreto di espulsione o di un respingimento. Bizzarro ed improbabile stabilire per decreto che, allo scoccare di un'ora, cesseranno tutte le emergenze umanitarie nei vari paesi del Nord Africa. E con l'ultimo decreto sembra proprio che questa situazione di instabilità in quelle vaste regioni sia destinata a durare ancora a lungo.

Ed infatti lo stesso Presidente del consiglio, che ritiene sussistenti gravissime ragioni umanitarie che impongono la protezione per tutti i cittadini nordafricani sbarcati dal 1 gennaio al 5 aprile 2011 (ma non un minuto dopo la mezzanotte di tale data), con successivo decreto del 7 aprile, decreta (appunto) lo stato di emergenza umanitaria nel territorio del Nord-Africa, per legittimare l'impossibile, fino ad ora, ovvero "l'urgente attivazione di interventi in deroga all'ordinamento giuridico".

Ora, delle due l'una: o allo scoccare della mezzanotte del 5 aprile 2011 ogni emergenza umanitaria nei territori nordafricani è magicamente rientrata e quindi non è necessario proteggerne i cittadini con il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, oppure tale emergenza non è rientrata anzi si è esasperata così tanto da far decretare lo stato di emergenza in tali stati nord africani dal premier italiano, ed allora tutti i migranti nordafricani sbarcati anche successivamente al 5 aprile avranno diritto ad esigere protezione e soggiorno regolare! 

Non si puo decretare con due atti successivi sottoscritti dalla medesima mano (del capo del governo) a due soli giorni di distanza, che c'è uno stato di emergenza umanitaria che finirà il 5 aprile e che impone di proteggere i migranti e poi, due giorni dopo, che c'è uno stato di emergenza che non è finito il 5 aprile e che impone di contrastare l'afflusso degli stessi migranti. O meglio, si può -lo si è fatto- ma è un modo di decretare assolutamente schizofrenico che testimonia il livello di disperazione nella quale sono caduti i nostri governanti dopo gli insuccessi europei e la demolizione di buona parte della legge Bossi-Fini da parte dei giudici. Ma anche per loro, da parte di Berlusconi e consorti, è pronta la giusta punizione.

Ma soprattutto quello che uno stato di diritto non può fare è derogare con un formula tanto generica al proprio "ordinamento giuridico". E chi deciderà della portata delle deroghe se non il capo del governo? Dove finiranno i poteri di controllo del Parlamento e della Magistratura sugli atti del governo? Un colpo di mano che non è permesso da alcuna legge vigente in Italia, neppure dalla legge 225 del 1992 che istituisce la protezione civile, ed accorda al Presidente del Consiglio dei ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza solo in casi determinati e con la rigida indicazione delle disposizioni che saranno derogate. Se si arriva a tanto e per mano di un solo uomo, che non rappresenta il popolo ma il Governo, ovvero il potere esecutivo, la nostra democrazia si trasforma drammaticamente in uno stato di polizia.

E questo non è solo folle, è inquietante e merita la risposta più forte in termini di denuncia legale, anche a livello internazionale, di mobilitazione e di iniziativa politica.

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