giovedì 19 febbraio 2009
Appello per la manifestazione "contro il pacchetto sicurezza" - sabato 21/02 alle 14.30 - Milano - Bastioni di Porta Venezia
L'offensiva legislativa xenofoba del Governo Berlusconi sta, di fatto, instaurando nel nostro Paese un regime di apartheid giuridica nei confronti dei migranti, rendendo ancora più insicure le loro esistenze, già intrinsecamente precarie.
La combinazione costituita dall'introduzione del reato d'immigrazione clandestina coniugato con l'abolizione del divieto di segnalazione alle autorità degli immigrati irregolari da parte dei medici, realizza un attacco senza precedenti al diritto alla salute e alla cura per gli stranieri.
Questa durezza legislativa nei confronti dei soggetti più deboli s'inscrive all'interno di un quadro complessivo di compressione, limitazione, ridefinizione dei diritti e delle opportunità che coinvolge anche la società civile italiana, sempre più soffocata da una vera e propria emergenza economica, politica, culturale, informativa. La schedatura dei clochard insieme ai limiti per l'idoneità alloggiativa sono un evidente attacco alla povertà, alla marginalità, all'indigenza e quindi ai diritti di tutti.
Ancora una volta i migranti costituiscono il laboratorio ideale per la messa in opera di politiche tese a ridurre i diritti di tutti e, in particolare, della parte più disagiata della società.
La cittadinanza democratica e antirazzista aderisce alla manifestazione indetta dalla CGIL del 21 febbraio 2009 a Milano come primo momento di risposta collettiva all'attacco feroce del Governo Bossi-Berlusconi.
Difendiamo i diritti di tutti, assieme a chi non ha diritti!
L'assemblea pubblica cittadina del 17/02/2009.
martedì 13 gennaio 2009
ADESIONE DEL PARTITO UMANISTA DI TRIESTE AL COMITATO PROMOTORE DELLA MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA
Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione e adesione del Partito Umanista di Trieste al comitato promotore cittadino della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, il cui transito è previsto a Trieste tra il 7 e l'8 novembre 2009.
La Marcia Mondiale partirà dalla Nuova Zelanda il 2 Ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dalle Nazioni Unite "Giornata internazionale della Nonviolenza". Si concluderà il 2 gennaio 2010 sulle Ande argentine, in località Punta de Vacas, ai piedi del monte Aconcagua. Durante questi 90 giorni passerà per più di 90 paesi e 100 città dei cinque continenti. Coprirà una distanza di 160.000 km. Alcuni tragitti saranno percorsi via mare o in aereo. Attraverserà tutti i climi e le stagioni, dall'estate torrida delle zone tropicali e desertiche all'inverno siberiano. Le tappe più lunghe saranno quella asiatica e quella americana, entrambe della durata di un mese. Una equipe base permanente di cento persone di diverse nazionalità farà il percorso completo.
L'obiettivo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sul pericolo rappresentato dalle centinaia di ordigni nucleari presenti sul pianeta e sui vantaggi che potrebbero derivare dal disarmo progressivo e proporzionale in tutti i paesi. Primo tra questi la soluzione alla fame nel mondo usando il 10% di quanto si spende oggi in armamenti.
Ad oggi molte personalità nel mondo hanno dato la loro adesione tra questi il Premio Nobel per la pace Desmond Tutu, il direttore d'orchestra Zubin Mehta, il linguista Noam Chomsky, lo scrittore Premio Nobel Jose Saramago, e lo scrittore Eduardo Galeano, il drammaturgo Ariel Dorfmann, Arun Gandhi nipote del Mahatma, il cineasta Alejandro
Jodorowsky, i cantanti Noa, Ana Belén e Juanes.
In Italia: le attrici Lella Costa, Claudia Gerini e Ottavia Piccolo, il regista Claudio Fragasso, il team manager della Juventus Gianluca Pessotto, il cantautore David Riondino, Alex Zanotelli. i membri del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, Giulietto Chiesa, Giusto Catania, Vittorio Agnoletto, Umberto Guidoni e Gianni Pittella.
Un ramo della Marcia partirà dal travagliato Medio Oriente in ottobre, passerà per Istanbul, attraverserà i balcani, Trieste e il nord Italia, per poi concludersi il 9 novembre a Ginevra, dove si trova un palazzo dell'ONU.
"Aderiamo a questa marcia", dichiara il segretario triestino del Partito Umanista Dino Mancarella, "perché condividiamo la sensibilità del progetto che vedrà uniti tutti gli esseri umani da ogni angolo del pianeta che chiedono di vivere in pace e rifiutano la violenza. "Per quel che riguarda il tema del disarmo", continua Mancarella, "ci saremo in tre punti militarizzati della regione dove la marcia passerà: Rivolto, sede di una possibile base missilistica nazionale, Aviano, base della NATO già utilizzata in passato per azioni di guerra spacciate per azioni di pace, nonché Trieste, porto d'attracco delle navi militari a propulsione nucleare".
La conferenza stampa è stata un'occasione per ricordare che in questi giorni giovani israeliani e palestinesi stanno protestando contro la guerra in atto, i primi chiedono di fermare l'invasione di Gaza, i secondi protestano contro la violenza di Israele, ma chiedono anche che Hamas sospenda gli attacchi con i razzi o con qualsiasi altra arma.
Organizzazioni ebraiche e palestinesi lavorano insieme nella Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza (per il ramo che passerà anche per Trieste), risvegliando la coscienza dei popoli perché si metta fine alla follia della violenza.
Non è facile levare la propria voce per la pace, quando si scatena la violenza, non è facile sopportare l'aggressione contro il proprio popolo quando si subisce la paura e l'ira di un altro popolo. I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo.
I giornali non diffondono il loro punto di vista, i mass media non danno spazio ai loro sforzi. Riceviamo solo la propaganda e la contro-propaganda di chi guida una o l'altra fazione e pensa solo a giustificare le proprie azioni.
La popolazione è spaventata e i violenti di entrambe le fazioni tentano di terrorizzarla ancora di più. Contaminati dalla paura e dalla vendetta, tentano di controllarci per i loro interessi.
"Respingiamo la violenza dello Stato di Israele",dichiara ancora Dino Mancarella, "ma anche quella dei gruppi armati palestinesi. Solo una coscienza nonviolenta potrà fermare la violenza e se oggi questa coscienza è ridotta dobbiamo farla crescere."
"Secondo noi", continua Mancarella, "l'invasione di Gaza da parte dell'esercito israeliano deve cessare immediatamente. I pacifisti palestinesi devono rafforzarsi per fermare Hamas e qualsiasi gruppo armato. E' necessario creare uno stato palestinese e la comunità internazionale ha una responsabilità perché questo avvenga. Siamo tutti responsabili dell'umanizzazione dei nostri popoli."
Conclude Cristian Azzeglio del comitato promotore triestino della marcia: "La Marcia Mondiale è una causa in cui possono convergere tutte le razze, tutti i popoli, tutte le culture e tutte le religioni, superando la sofferenza che causiamo ad altri popoli e quella che altri popoli ci hanno causato. Ci uniamo per costruire il futuro nonviolento che emerge già dalla profondità dell'essere umano."
"Segnalo inoltre", continua Azzeglio, "che a fine Gennaio si terrà la prima riunione del comitato promotore triestino della marcia mondiale, a cui hanno aderito o stanno aderendo numerose associazioni."
Per maggiori informazioni:
Sito web: http://www.marciamondiale.
e-mail: trieste@theworldmarch.org
venerdì 12 dicembre 2008
venerdì 14 novembre 2008
Obama presidente
Questa è la posizione elaborata da diversi Partiti Umanisti europei sull'elezione del presidente USA Barack Obama
5 novembre 2008
Ieri sera abbiamo assistito ad un momento storico. 143 anni dopo l’abolizione della schiavitù sancita dal 13° emendamento della Costituzione americana, 53 anni dopo il rifiuto di Rosa Parks di Montgomery, Alabama, di spostarsi dai sedili dell’autobus riservati al bianchi e 45 anni dopo il famoso discorso di Martin Luther King “Io ho un sogno”, gli Stati Uniti hanno eletto un presidente afro-americano!
Questo è un simbolo potente in un mondo dove la gente viene discriminata per la razza, le convinzioni religiose, l’età, il colore della pelle, l’orientamento sessuale ecc.
E’ il simbolo del fatto che la coscienza umana può evolversi, che vecchie verità possono lasciare il posto a nuove verità e che ciò che un tempo veniva ritenuto impossibile si può realizzare.
Questa è l’importanza storica di ciò che è successo negli Stati Uniti.
Ci congratuliamo con il Presidente Obama e con l’ispirato movimento sociale fatto di gente di tutti i settori della società americana, soprattutto giovani, spesso ignorati e trascurati nel processo politico e di idealisti che chiedono un cambiamento nonviolento.
Questo cambiamento non è solo un nuovo inizio per gli Stati Uniti, ma dato l’importante ruolo degli USA negli affari mondiali, molti lo considerano un nuovo inizio per tutto il mondo.
Non siamo ingenui, però: oggi vediamo all’orizzonte il simbolo di un nuovo futuro, ma non è sicuro che questo futuro arrivi.
In questi tempi di crisi finanziaria ed ambientale, il mondo si aspetta che gli Stati Uniti lavorino in modo costruttivo con gli altri paesi per risolvere questa profonda crisi. Speriamo che ritornino ad usare il potere dell’ispirazione, la libertà di pensiero ed espressione, il potere degli ideali, un orientamento davvero democratico e la promozione degli usi civili della scienza, invece di opprimere il mondo con il potere militare. Come ha detto Barack Obama nel suo discorso della vittoria: “Stasera abbiamo dimostrato che la forza della nostra nazione non viene dalla potenza delle armi o dalla ricchezza, ma dal potere dei nostri ideali”.I popoli del mondo aspirano ad una nuova direzione. Le sfide globali a cui gli Stati Uniti e il Presidente Obama devono rispondere, insieme ai leader delle altre nazioni, sono:
- Il ritiro delle truppe d’invasione dai territori occupati
- La restituzione di questi territori ai loro abitanti
- Lo smantellamento degli arsenali nucleari
- La creazione di un nuovo sistema economico globale, basato sui valori umani e capace di eliminare l’usura e la speculazione
La protezione delle risorse del pianeta, in modo che la terra possa consentire la vita delle generazioni future
Facciamo i nostri auguri al Presidente Obama: questi potrebbero essere tempi pericolosi per lui. Sappiamo che nei corridoi del potere delle compagnie petrolifere, delle fabbriche d’armi e delle banche molti temono ciò che il futuro ha in serbo per loro. Questa piccola minoranza ha i mezzi per distruggerci tutti, nella sua avida ricerca di controllo delle risorse mondiali.
Continuiamo a lavorare perché la grande maggioranza della gente che nel mondo ama la pace e la nonviolenza possa compiere i prossimi passi, da un presidente nero alla Nazione Umana Universale.