Visualizzazione post con etichetta obama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta obama. Mostra tutti i post

giovedì 19 marzo 2009

Manifestazione per la pace e il disarmo sabato 21 marzo dalle 16 a Milano

21 marzo 2003: Bush invade l'Iraq

21 marzo 2009: Obama propone una riduzione dell'80% degli arsenali nucleari

Nel sesto anniversario di una guerra che ha causato centinaia di migliaia di morti e continua a provocare sofferenze e distruzioni, vogliamo manifestare il nostro appoggio al primo presidente americano che dopo decenni ha il coraggio di porre il tema del disarmo nucleare come un elemento fondamentale della sua politica.

Chiediamo ad Obama di dimostrare lo stesso coraggio ritirando le truppe dall'Iraq e dall'Afghanistan, per avviare finalmente un processo di pace e ricostruzione basato sul dialogo e non sulle armi.

Per denunciare l'assordante silenzio che avvolge il rischio di un conflitto o un incidente nucleare, una minaccia per l'umanità che la proliferazione degli armamenti atomici rende ogni giorno più concreta:

Appuntamento sabato 21 marzo alle ore 16 in via Dante - ang.Rovello, per una marcia fragorosa con ogni possibile oggetto che faccia rumore.

La manifestazione si inquadra nel grande progetto della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che percorrerà il mondo dal 2 ottobre 2009 al 2 gennaio 2010, chiedendo:

  • Lo smantellamento totale ed immediato di tutti gli arsenali nucleari
  • Il ritiro delle truppe d'invasione dai territori occupati
  • La riduzione progressiva degli armamenti e delle spese militari
  • La rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti
  • La fine di ogni forma di violenza in tutti i campi della vita sociale

Coordinamento della manifestazione di "Mondo senza guerre":

www.mondosenzaguerre.org

L'evento è collegato all'organizzazione della Marcia Mondiale per la Pace e il Disarmo:
www.marciamondiale.org

--------

The 21th march 2003: Bush invades Iraq.
The 21th march 2009: Obama suggests to reduce of 80% the nuclear armaments.

On the occasion of the anniversary of a war that has caused hundres of thousend of dead mens and keeps to cause suffering and destoy, we want demonstrate our support to the first American President who has courage to put the nuclear disament thema as the fundamental of his politics.

We ask to Obama to demonstrate the same courage by removing the army troops from Iraq and Afghanistan, in order to start the peace and rebuilding process based on dialogue and not on weapons.

We invite you to an appointment the 21th march at 4 PM in Dante street – at the Rovello corner, for doing a clanging march by means of avery thing that makes noise.

The aim is pointing out the roaring silence which goes with the risk of a proliferation of nuclear armaments and, day by day, makes more real for the mankind the threat of a nuclear war or accident.

The demonstration is coordinated by "Mondo senza guerre".
www.mondosenzaguerre.org

The demonstration is one of the events provided for the "Worldwide March", a worlwide event starting from 2nd october 2009, New Zealand – until 2nd january 2010, Argentina, organized for asking peace and disarmament.
www.theworldmarch.org
www.marciamondiale.org

sabato 29 novembre 2008

Lettera al PRESIDENTE ELETTO BARACK OBAMA

24 Novembre 2008

Gentile Signor Presidente eletto degli Stati Uniti d'America

In primo luogo, la preghiamo di accettare le nostre più sentite congratulazioni per la sua elezione, che rappresenta una fonte di ispirazione per la gente di tutto il mondo. Vogliamo anche congratularci con Lei per l’integrità e l'abilità con cui ha portato avanti la sua campagna.

La reazione di fronte al risultato elettorale sia a New York, dove la gente si è riversata nelle strade per festeggiare, che a Nairobi e in tutti i punti del pianeta, rispecchia il desiderio di superare le tragedie storiche e le speranze più profonde dei popoli di ogni nazione e colore, perché cambi la forma di governare degli Stati Uniti e la loro relazione col mondo.

Questi sono momenti di grandi cambiamenti, di grandi pericoli e di grandi opportunità. Come umanisti vogliamo sottolineare soprattutto il grave pericolo di guerra nucleare che minaccia il mondo, un pericolo maggiore perfino dei momenti più difficili della Guerra Fredda.

Per questi motivi le rivolgiamo un appello affinché usi il potere della sua nuova carica, il mandato che ha ricevuto dai cittadini del suo paese e l'appoggio della gente di tutto il mondo, per dare un segnale decisivo che modifichi la direzione della politica estera degli Stati Uniti.

A nostro parere le priorità per questo segnale sono: il ritiro delle truppe statunitensi da tutti i territori occupati, compresi l'Iraq e l'Afganistan e un’iniziativa chiara ed immediata per avanzare verso il disarmo nucleare globale in forma progressiva e proporzionale.

La esortiamo a mettere in pratica immediatamente queste proposte, per inviare un segnale chiaro al mondo e diminuire le tensioni internazionali.

Crediamo che il ventaglio di opportunità per queste misure sia molto ristretto: poche settimane, certo non mesi.

Se lei continuerà a mostrare il coraggio e la visione evidenziati nella sua campagna, tracciando un percorso chiaro per il ritiro delle truppe e il disarmo, siamo sicuri che la gente in ogni parte del mondo l’appoggerà con forza.

Se Lei invece vacillerà, si perderà un’opportunità, senza la possibilità di recuperarla.

Sappiamo che Lei non governerà da solo e che subirà grandi pressioni da parte di potenti interessi per continuare nella direzione di militarizzazione che già ha prodotto risultati disastrosi.

Crediamo anche che Lei abbia la forza e la capacità per forgiare una nuova direzione per l'umanità, in questo particolare momento storico di grandi cambiamenti per tutti noi che viviamo in questo piccolo pianeta.

Lei può cambiare la direzione degli eventi.

E' urgente e necessario salvare il pianeta dalla catastrofe nucleare; per questo può contare sull'appoggio degli umanisti di tutto il mondo.

Vogliamo anche informarla riguardo alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Promossa da “Mondo senza Guerre” e appoggiata da numerose organizzazioni e personalità impegnate a favore della pace mondiale, la marcia comincerà a Wellington, Nuova Zelanda, il 2 ottobre 2009, giornata Internazionale della Nonviolenza, attraverserà 90 paesi e 6 continenti nell'arco di tre mesi e si concluderà in Argentina il 2 gennaio 2010.

Sarà un’attività aperta ed includente, che promuoverà iniziative creative e molteplici (marce , concerti, manifestazioni, festival, coinvolgimento dei mass-media, conferenze, seminari, incontri con governi ecc.). con l'obiettivo di generare una coscienza a livello globale della necessità urgente del disarmo nucleare.

Presidente Obama, La invitiamo ad aderire alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e Le inviamo i nostri migliori saluti ed auguri

Chris Wells - Portavoce del Nuovo Umanesimo per il Nord-America

Tomas Hirsch - Portavoce del Nuovo Umanesimo per l'America Latina

Giorgio Schultze - Portavoce del Nuovo Umanesimo per l'Europa

Sudhir Gandotra - Portavoce del Nuovo Umanesimo per l'Asia e il Pacifico

Ivan Andrade - Portavoce del Nuovo Umanesimo per l'Africa

venerdì 14 novembre 2008

Obama presidente

Questa è la posizione elaborata da diversi Partiti Umanisti europei sull'elezione del presidente USA Barack Obama

5 novembre 2008
Ieri sera abbiamo assistito ad un momento storico. 143 anni dopo l’abolizione della schiavitù sancita dal 13° emendamento della Costituzione americana, 53 anni dopo il rifiuto di Rosa Parks di Montgomery, Alabama, di spostarsi dai sedili dell’autobus riservati al bianchi e 45 anni dopo il famoso discorso di Martin Luther King “Io ho un sogno”, gli Stati Uniti hanno eletto un presidente afro-americano!

Questo è un simbolo potente in un mondo dove la gente viene discriminata per la razza, le convinzioni religiose, l’età, il colore della pelle, l’orientamento sessuale ecc.

E’ il simbolo del fatto che la coscienza umana può evolversi, che vecchie verità possono lasciare il posto a nuove verità e che ciò che un tempo veniva ritenuto impossibile si può realizzare.

Questa è l’importanza storica di ciò che è successo negli Stati Uniti.

Ci congratuliamo con il Presidente Obama e con l’ispirato movimento sociale fatto di gente di tutti i settori della società americana, soprattutto giovani, spesso ignorati e trascurati nel processo politico e di idealisti che chiedono un cambiamento nonviolento.

Questo cambiamento non è solo un nuovo inizio per gli Stati Uniti, ma dato l’importante ruolo degli USA negli affari mondiali, molti lo considerano un nuovo inizio per tutto il mondo.

Non siamo ingenui, però: oggi vediamo all’orizzonte il simbolo di un nuovo futuro, ma non è sicuro che questo futuro arrivi.

In questi tempi di crisi finanziaria ed ambientale, il mondo si aspetta che gli Stati Uniti lavorino in modo costruttivo con gli altri paesi per risolvere questa profonda crisi. Speriamo che ritornino ad usare il potere dell’ispirazione, la libertà di pensiero ed espressione, il potere degli ideali, un orientamento davvero democratico e la promozione degli usi civili della scienza, invece di opprimere il mondo con il potere militare. Come ha detto Barack Obama nel suo discorso della vittoria: “Stasera abbiamo dimostrato che la forza della nostra nazione non viene dalla potenza delle armi o dalla ricchezza, ma dal potere dei nostri ideali”.I popoli del mondo aspirano ad una nuova direzione. Le sfide globali a cui gli Stati Uniti e il Presidente Obama devono rispondere, insieme ai leader delle altre nazioni, sono:

  1. Il ritiro delle truppe d’invasione dai territori occupati
  2. La restituzione di questi territori ai loro abitanti
  3. Lo smantellamento degli arsenali nucleari
  4. La creazione di un nuovo sistema economico globale, basato sui valori umani e capace di eliminare l’usura e la speculazione

La protezione delle risorse del pianeta, in modo che la terra possa consentire la vita delle generazioni future

Facciamo i nostri auguri al Presidente Obama: questi potrebbero essere tempi pericolosi per lui. Sappiamo che nei corridoi del potere delle compagnie petrolifere, delle fabbriche d’armi e delle banche molti temono ciò che il futuro ha in serbo per loro. Questa piccola minoranza ha i mezzi per distruggerci tutti, nella sua avida ricerca di controllo delle risorse mondiali.

Continuiamo a lavorare perché la grande maggioranza della gente che nel mondo ama la pace e la nonviolenza possa compiere i prossimi passi, da un presidente nero alla Nazione Umana Universale.

venerdì 7 novembre 2008

Intervista a Tomas Hirsch sull'elezione di Barack Obama

06-11-2008 Santiago del Cile
"E' un tremendo richiamo alla pace"


Dopo le elezioni più trascendentali degli ultimi anni, la speranza in un cambiamento nella politica globale è latente. Quasi tutti, compreso il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama, auspicano la fine delle guerre e la riduzione del deterioramento mondiale. Per Tomas Hirsch queste elezioni sono "un segnale dato da milioni di nordamericani alla ricerca di un cambiamento" Il 4 novembre scorso è una data storica per gli statunitensi, e anche per la popolazione mondiale che osservava attentamente lo sviluppo di una delle elezioni più importanti degli ultimi decenni. Dal 10 febbraio 2007, quando aveva annunciato la sua precandidatura presidenziale, fino al giorno delle elezioni, nelle quali ha ottenuto più di 350 voti dei grandi elettori (e più di 60 milioni di voti individuali), si è generata un'aspettativa totale per quello che rappresentava questo candidato democratico e afro-americano di soli 47 anni. Ma al di là del personaggio, la sua elezione apre la speranza globale per cambiare le politiche distruttive che gli Stati Uniti portano avanti nel pianeta. "Credo che l'aspetto ancora più importante dello stesso Obama (poiché non si sa come governerà), è il segnale che hanno dato milioni di nordamericani alla ricerca di un cambiamento. Questo è ciò che più dà speranza e apre il futuro", afferma Tomas Hirsch. Obama ha un programma pieno di promesse che spingono a credere in questo cambiamento a partire dal suo mandato. Togliere le truppe dall'Iraq in 16 mesi e investire 150 miliardi di dollari all'anno per promuovere lo sviluppo di fonti di energia alternative e ridurre così la dipendenza dal petrolio, sono alcune delle proposte che sono bene accolte da tutti, ma si scontrano con il deficit di bilancio statunitense, che arriverà a 1 miliardo di dollari secondo alcuni analisti. "Non vedremo nessun cambiamento all'inizio, né cessazione di blocchi economici (Cuba), e non ritireranno rapidamente le truppe dall'Iraq. Ma come direzione mostra un cambiamento e una sensibilità nuova", aggiunge Hirsch, comprendendo quello che si trova ad affrontare Obama al suo arrivo alla Casa Bianca. Rispetto alla relazione con l'America Latina, Barack Obama è stato interpellato molte volte come candidato alla presidenza. In un'intervista alla CNN in spagnolo nel febbraio scorso, ha affermato di essere aperto verso i paesi della regione nella ricomposizione di alleanze (da pari a pari), che erano state abbandonate da Bush, più concentrato nella guerra con l'Iraq che nei negoziati. Rispetto a questo Hirsch dice che "Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà, tra le altre cose, confrontarsi con la questione dei prigionieri a Guantanamo, con i problemi di frontiera con il Messico, e stabilire un dialogo con Hugo Chávez; in questo senso l'elezione di Obama si presenta come un'opzione che dà speranza", che secondo il Portavoce umanista, "sintonizza il popolo statunitense con i popoli latinoamericani nella ricerca di nuovi cammini dove possa prevalere la non violenza (...) Credo che sia un tremendo richiamo alla pace, una tremenda aspirazione di parte della popolazione, soprattutto dei giovani, e questo sta dando un segnale molto forte".
Eduardo Muñoz
Ufficio Stampa Partito Umanista - Cile
(traduzione di Valerio MH)